Tom Rush – Voices (Appleseed, 2018)

Voices

C’è chi le ha contate, 30 canzoni 30, scritte nell’arco di una carriera discografica lunga 56 anni. Pochine, certamente, per un songwriter, ma Tom Rush il suo posto nella storia della musica Folk statunitense se l’è guadagnato, sin dai suoi esordi, come interprete. Per la capacità di indossare e riportare a sé le canzoni altrui, ma anche, e nei primi tempi soprattutto, per uno straordinario fiuto. 

Joni Mitchell, James Taylor, Jackson Browne sono solo alcuni tra i giovani autori che, nelle interpretazioni di Tom Rush hanno intravisto le prime concrete possibilità di una propria carriera personale. E, ovviamente, almeno nel caso dei tre citati, sappiamo bene come è andata a finire. 

TR

Fidandoci di chi ha avuto la pazienza di scorrere le track list della ventina scarsa di album realizzati da Rush a partire dal 1962, un dato più che certo è che un terzo di quelle 30 canzoni compaiono qui, per la prima volta, in questo Voices, che doppia, a nove anni di distanza, il già eccellente What I Know. 

Voices contiene dunque 10 nuovi brani, scritti per l’occasione, completati da 2 sole cover (“non volevo compromettere le mie credenziali di folk singer” scrive con ironia Rush nelle note di copertina), consegnati nelle mani sapienti di Jim Rooney, che con Rush ha condiviso, sia pure a tratti alterni, l’intera carriera, sin dagli esordi nella scena folk revival di Cambridge dei primi anni Sessanta.

TomRush

Sono brani dalla classica scrittura folk autorale, in prevalenza happy song che celebrano i piaceri di una vita assaporata nel pieno delle consapevolezze di un quasi ottantenne che non ha rinunciato all’amore, alla meraviglia della natura, ai piccoli momenti che, se colti nella loro occasionale pienezza, possono riempire di senso una esistenza.

Rooney e i suoi Irregolars, formazione aperta ai migliori talenti di Nashville, come Sam Bush, Al Perkins, Dave Pomeroy, Suzy Ragsdale, aggiungono twist country e grass flavour, cornice perfetta per la voce baritonale, elegantemente invecchiata, di Tom Rush, un nuovo songwriter di 77 anni.

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