10 album per il 2017

 

Gregg Allman – Southern Blood (Rounder, 2017)

Quando pubblicò Once I Was, inserendola in apertura del lato B di Goodbye And Hello, Tim Buckley aveva appena vent’anni. In quella canzone, rivolgendosi ad un passato chiuso per sempre, di soldato, cacciatore e amante, Buckley sembrava guardare al futuro con tutta la fragile speranza, e la paura, di un cuore ancora intatto, alla scoperta di sé e del mondo attorno. Quando la registra Gregg Allman, invece, i suoi anni sono 68, e solo 1 lo separa da una morte che si è già annunciata nei verdetti clinici. Di più

Bartolino’s – I Sigari Fanno Male (Cromo Music/Best- U, 2017)

A guardarci bene, dietro al marchio Bartolino’s spuntano i dreadlock di Alessandro Ducoli, autore, cantante e manipolatore di parole scritte e suonate, un camaleonte probabilmente unico nella scena di casa nostra, le cui identità musicali sono tante quante i titoli di una discografia bulimica che attraversa un quarto di secolo. Un omone sgualcito con le stelle dentro agli occhi che sa farsi leggero come uno sberleffo, ballerino fuori tempo di canzoni storte che fanno di tutto per sembrarti sbagliate. Di più

Ani Di Franco – Binary (Righteous Babe, 2017)

La coscienza è binaria, è un circuito di relazioni. Con chi vive attorno a te, ma soprattutto con il cielo sopra e la terra sotto i tuoi piedi, con tutto ciò che abita questo pianeta. E’, in sintesi, quanto canta Ani Di Franco nel brano che apre e intitola questo suo ventesimo album, e potrebbe esserne la chiave, tematica e politica. In perfetta coerenza con il suo percorso di cantautrice e musicista, attivista e femminista, indipendente per scelta da quando, a 18 anni, fondò la propria etichetta discografica. Di più

Bob Dylan – Triplicate (Columbia, 2017)

Tanto per non aver dubbi, Triplicate non è un album nostalgico. Lo ha chiarito direttamente Bob Dylan nella lunga e tempestiva intervista rilasciata a Bill Flanagan, pubblicata nei giorni immediatamente precedenti all’uscita del primo triplo lavoro della sua lunga discografia. Non è un viaggio nella memoria, ha precisato, né il rimpianto per i bei giorni andati, al contrario, ha a che fare con il presente, è il qui e l’oggi. Di più

Mark Eitzel – Hey Mr. Ferryman (Merge, 2017)

Se Mark Eitzel fosse soltanto un crooner della futura contemporaneità, una canzone come quella che apre questo suo decimo lavoro solista sarebbe soltanto una magnifica attualizzazione pop del più classico Sinatra, quello delle ore piccole piccole. Un Sinatra del nuovo millennio, ovviamente, che da tempo ha rinunciato all’antico ruolo di maschio dominante. Di più

Brian Eno – Reflection (Warp, 2017)

La prima parola di questo 2017 appena cominciato, è algoritmo. E se pochi sanno davvero cos’è, e meno ancora sanno padroneggiarlo, tutti invece ne verifichiamo quotidianamente gli esiti nelle nostre sfere esperienziali o più semplicemente sociali. Invadenze fastidiose, come le fake news e, più in generale, la bolla artificiale creata a nostra misura (sic) dai social media. Ma, per fortuna, con gli algoritmi si può fare anche altro, ad esempio musica. Di più

Blaze Foley – The Lost Muscle Shoals Recordings (Lost Art Records, 2017)

“Primi anni 80. Qualcuno aveva soldi da buttare per un album di Blaze Foley, da registrare a Muscle Shoals…Sapevo che Blaze si sbronzava e prendeva ogni tipo di droga che passava dalle sue parti, ma questo era davvero un bel colpo. Uno studio professionale, turnisti di classe mondiale…lui aveva grandi canzoni…come poteva andare storto?” Così il musicista e produttore Gurf Morlix, amico di Foley e coinvolto nelle session di quello che, se qualcosa non fosse andato storto, sarebbe stato il primo album di un songwriter che nemmeno la pur liberalissima comunità artistica di Austin riusciva ad accettare sino in fondo. Di più

Shelby Lynne & Allison Moorer – Not Dark Yet (Siver Cross Records, 2017)

Shelby Lynne ci pensava da tempo. Almeno dal 2008, quando la intervistai durante la promozione di Just A Little Lovin’, il suo omaggio, bellissimo, a Dusty Springfield. In quei giorni, nelle cronache dell’Americana, una delle breaking news riguardava la sorella Allison, anch’essa titolare di un album di cover, Mockinbird. Una di queste, She Knows Where She Goes, portava proprio la firma di Shelby. “La versione di Allison è fantastica” mi disse allora “come tutto il disco. Sono onorata ed emozionata che abbia voluto fare una mia canzone. Avrebbe potuto sceglierne altre mille e cantarle altrettanto bene. Allison è una grande artista e può fare qualsiasi cosa”. Di più

Citizen K – Second Thoughts (Paraply, 2017)

Tradotto nella nostra lingua, il titolo scelto per questo doppio album dal compositore, multistrumentista e cantante svedese Citizen K, all’anagrafe Klas Qvist, diventerebbe Ripensamenti. E probabilmente, stando ai tempi di gestazione dichiarati nelle scarne note di copertina, compresi tra la fine del 2009 e la metà dello scorso anno e, soprattutto alla complessità di scrittura, arrangiamenti e produzione, l’enigmatico Citizen K qualche ripensamento in corso d’opera deve averlo avuto. Di più

Son Of The Velvet Rat – Dorado (Fluff & Gravy Records, 2017)

Per leggere l’America di oggi, occorre uno sguardo straniero. Lo scrive Joe Henry nelle note di copertina di Dorado, sesto capitolo discografico dei Son Of The Velvet Rat. Ha due buoni motivi per farlo, ha prodotto l’album tingendolo della più profonda e fantasmatica essenza Americana e, soprattutto, ha dato corpo e sostanza alla visione, tra romanticismo e letteratura, di Georg Altziebler e Heike Binder, marito e moglie di passaporto austriaco, da qualche anno trapiantati nel deserto di Joshua Tree, in California. Di più

 

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