Addio al grande cospiratore. Robert Fisher 1957 – 2017

L’undicesimo album, live e antologie escluse, dei Willard Grant Conspiracy si intitola Unthetered. Non cercatelo per adesso, perché non è ancora stato pubblicato. Ma lo sarà, presto anche. Parola di Dave Michael Curry che, assieme a Stiv Cantarelli, ho coinvolto nel ricordo di Robert Fisher, che questo album ha scritto e cantato ma che non è riuscito ad ascoltare nella sua definitiva formalizzazione. Assieme a loro anche Ben Paulos, che mi ha raccontato di quando Robert voleva diventare una rock star, lui e la sua Laughing Academy. Quello che segue è un estratto dall’articolo Addio al grande cospiratore. Il resto lo trovate sul numero 129 di Late For The Sky.

L’Accademia della Risata

C’è un video in Rete che hanno visto in pochi. Risale al 1986, girato in un locale di Cambridge, Massachussets. Cattura una band al suo debutto discografico. In realtà si trattava solo di una cassetta autoprodotta, 4 brani in tutto, i primi a trovare una prima definitività magnetica dopo anni di apprendistato e di concerti nella scena indie di Portland, quella nel Maine, e Boston. La band, che l’anno dopo avrebbe pubblicato un EP in vinile con solo il proprio brand in copertina, Laughing Academy, è un classico quartetto rock. Una chitarra, Ben Paulos, una batteria, Tom King, un basso, Paul Austin, e un vocalist, Robert Fisher. “Robert e Paul Austin cominciarono a suonare come Laughing Academy a Portland, Maine, agli inizi degli anni Ottanta. Pubblicarono un paio di cassette, Swimming Backwards e Fish. Un album, anch’esso intitolato Fish, non venne invece mai pubblicato. Nella band suonavano allora Jeff Platz, alla chitarra, e Mike Dank, alla batteria. Poi Robert e Paul si spostarono a Boston e io mi unii alla band. All’inizio suonavamo le canzoni di quell’album.” Così Ben Paulos, chitarrista della seconda e più longeva incarnazione dei Laughing Academy, nella quale, fra il 1989 e il 1993, si alternarono alla batteria Tom King e Malcom Travis, quest’ultimo a quei tempi nei Sugar di Bob Mould, e alla quale collaborava saltuariamente James Apt, poi nella prima lineup dei Willard Grant Conspiracy, alle parti elettroniche. “Ci piacevano Mission Of Burma e Wire. Paul e Tom suonavano nello stile dei Joy Division e The Cure. Gli U2 erano una influenza praticamente inevitabile allora, ti piacessero o meno. Più tardi ci appassionammo agli American Music Club e credo che i Willard Grant Conspiracy avessero un debito nei confronti di Mark Eitzel. Scrivevamo le canzoni insieme, jammando, e questo è il motivo per cui hanno una struttura semplice. Poi Robert ne componeva i testi.”

Tratto da Addio al grande cospiratore, Late For The Sky n°129

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...