Malcom Holcombe – Pretty Little Troubles (Gipsy Eyes Music, 2017)

Uomo di roccia e legno, Malcom Holcombe appartiene, musicalmente, alle montagne della sua North Carolina come all’infinita piattezza del Texas, al fango del Delta del Mississippi. E così come il suo sguardo, attento alle storie di ordinaria resistenza, il suo storytelling celebra un’America rurale, sospesa tra sublimazione letteraria e quotidianità senza via d’uscita, il sogno di un sogno americano spezzato e sempre più lontano dalle cronache internazionali.

Quindici album non hanno cambiato di una virgola la sua poetica lirica, né turbato il sommesso procedere del suo fingerpicking, che anche in questo Pretty Little Troubles danza tra country, folk celtico, blues, accompagnando con incedere antico e testardo, storie di eroi dal margine, immigrati e respinti, di scenari urbani sporchi di caliggine industriale, di un passato che solo il presente riesce a rendere più felice di quanto non fosse in realtà.

Ripulito dalle dipendenze, ma con tutte le cicatrici ben in vista, soprattutto nella affabulazione affaticata e spezzata, una qualità distintiva per uno storyteller appalachiano, Holcombe trova qui la devota e lucida produzione di Darrell Scott, multi strumentista e autore country anche da classifica, e la combinazione tra i due costituisce il tratto maggiormente distintivo di Pretty Little Troubles.

L’album vive, infatti, proprio nella contrapposizione tra la produzione, ricca e formalmente perfetta di Scott, e la sgrammaticata narrazione di Holcombe, che ne beneficia in verità e autorevolezza proprio grazie alla varietà e alla puntualità degli accenti strumentali. E, in alcune occasioni, ne allarga anche i confini espressivi. Accade giusto nel finale, nella penultima traccia Sky Stood Still, dove il canto di Holcombe si schiarisce nel respiro di una sezione d’archi che stempera il frettoloso barcollare di uno stomp blues, e nella  conclusiva We Struggle, nella quale una cascata di plettri e poche note di pianoforte sublimano a compostezza parole che pesano come pietre.

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