L’insostenibilità dell’autore

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Mi scrive una rispettata casa editrice italiana, interessata ad un mio contributo da inserire in un libro di prossima pubblicazione. Basta una mia email, tuttavia, a far scemare l’interesse. Cosa ho scritto in quella email sciagurata? Beh, lo ammetto, ho proposto un (piccolo) compenso economico in cambio del mio pezzullo, spingendomi sino ad ipotizzare un contratto di cessione del diritto d’autore. Un vero azzardo, come ho capito poche ore dopo, quando l’editore mi ha risposto che “dati gli elevati costi di produzione per questo tipo di libri, la sua proposta non è per noi sostenibile”.

Una risposta interessante, che ci dice tre cose. La prima, ed è una bella notizia, è che l’editoria rock ancora oggi riceve cure e attenzioni che francamente non immaginavo, poiché ad essa vengono dedicati “elevati costi di produzione”. La seconda informazione è che l’universo dei costi possibili si divide tra quelli sostenibili e quelli che, invece, non lo sono. Il compenso degli autori, e questa è la terza notizia, rientra tra le spese non sostenibili.

Confesso che, a questo punto, sono davvero curioso di vedere come sarà questo libro, dal quale, per l’insostenibilità della mia proposta, mi sono colpevolmente autoescluso. Sarà, immagino, un volume curatissimo nella veste grafica, nella qualità della carta, della stampa e della rilegatura. Alla sua produzione e diffusione saranno dedicate le migliori (e più costose, va da sè) risorse interne ed esterne all’azienda che, certamente, ne accompagnerà l’uscita con un ingente lavoro di promozione pubblicitaria, certamente affidato ad una prestigiosa agenzia di marketing. E magari, se la spesa è tra quelle sostenibili e non vi è motivo di immaginare il contrario, ne verrà curata anche una innovativa versione multimediale, ricca di contenuti di realtà aumentata e di fantasmagoriche grafiche interattive.

Quasi quasi, rimpiango d’esser stato così avido. Di aver pensato di essere alla pari con tutti i professionisti che lavoreranno, regolarmente e opportunamente retribuiti, alla produzione del costoso volume. Di avere, addirittura, preteso un compenso in danaro per il mio contributo. In fondo, si tratta di un libro e io sono solo uno scrittore.

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