Sammy Walker – Brown Eyed Georgia Darlin’ (Ramseur Records, 2016)

BEGD

Brown Eyed Georgia Darlin’ non è il seguito di Misfit Scarecrow, che la stessa Ramseur Records aveva pubblicato nel 2008 rompendo, a sorpresa, un prolungato silenzio discografico lungo quattordici anni. Ciò che si nasconde dietro a questo titolo, che già rimanda al passato remoto di Sammy Walker, sono invece dieci demo registrati attorno alla prima metà degli anni Settanta, sino ad oggi inediti, il ticket per il contratto con la Warner Brothers dal quale uscirono poi due album.

Con nove canzoni su dieci in comune, Brown Eyed Georgia Darlin’ è, di fatto, la versione originaria dell’album di debutto con la Warner, Sammy Walker, pubblicato nel 1976. Una versione necessariamente essenziale, dove le uniche voci strumentali che sorreggono il canto di Walker sono chitarra e armonica, quanto basta(va) tuttavia per esibire la solidità di scrittura delle canzoni e la credibilità del loro interprete.

SW

Spogliate dei colori e dei timbri adulti che la produzione di Nik Venet aveva cucito loro addosso, con ricchezza di plettri (James Burton, Dan Dugmore, Waddy Watchel), violino e tastiere, le canzoni qui profumano della speranza e camminano sull’ambizione di un giovane folker che aveva già respirato l’aria dei grandi, registrando proprio con uno dei suoi maestri, Phil Ochs, il suo debutto su Folkways, Song For Patty, ottavo volume delle Broadside Ballads, con Patricia Hearst in copertina.

Love e hobo song, canzoni di protesta e bozzetti da cronista di strada, il tratto narrativo di Walker è qui più vicino al giornalismo cantato di Ochs che alla poesia sulfurea di Bob Dylan, così come nella cadenza ordinata dei versi e dei chorus. Somiglianze, alle quali si aggiunge anche il profilo di Arlo Guthrie, ancor più evidenti nella solitudine acustica di queste registrazioni e che la produzione di Venet avrebbe poi cercato di smorzare, modernizzando ciò che già allora suonava inevitabilmente una eco del Village di oltre dieci anni prima.

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La cifra stilistica di Sammy Walker, l’autore e il cantante, sta comunque tutta in questi dieci demo e non cambierà più nel corso dei decenni, limitandone probabilmente le opportunità discografiche e di carriera. A differenza dei rari lavori pubblicati nel corso degli ultimi trent’anni, che testimoniano sostanzialmente del rigore del percorso cantautorale di Walker, Brown Eyed Georgia Darlin’ ha dalla sua, in più, il gusto della scommessa, innocente, di eternità.

 

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