Willie Nelson – Summertime Wille Nelson Sings Gershwin (Legacy Recordings, 2016)

summertime

Il pretesto giornalistico è il Premio Gershwin attribuito lo scorso anno dalla Libreria del Congresso a Willie Nelson, primo cantante country a riceverlo. In realtà, il vecchio fuorilegge entra ed esce da tempo dal grande songbook popolare americano, la prima volta nel 1978 con l’album Stardust, incrociando a modo suo country e jazz.

WNG

Non sorprende quindi la scelta di riassumere, in questo Summertime, undici pagine dei fratelli Gershwin, il compositore George e il suo paroliere Ira, una delle quali, Someone To Watch Over Me, già affrontata proprio in Stardust.

Undici brani scolpiti da centinaia di interpretazioni (oltre 33 mila sarebbero le cover di Summertime, secondo Wikipedia), scritti tra il 1926 e il 1937 per Broadway e Hollywood, e oggi patrimonio della cultura popolare del Novecento. Una operazione che per certi versi può ricordare Shadows In The Night, l’album Sinatra di Bob Dylan, ma le cui affinità reciproche non vanno al di là del repertorio, storicizzato, e di un approccio country swing.

Nelson, a differenza di Dylan che usa le canzoni di Sinatra piegandole ad un personale flusso di coscienza, non sembra invece voler altro se non ricercare (spesso trovandolo) il piacere di cantare una bella melodia, tentando di suo poche e calibrate invenzioni di phrasing, condividendo con la band un groove rilassato e arioso. Ampi spazi nei quali si infilano l’armonica di Mickey Raphael, le tastiere del co-produttore Matt Rollings e Bobby Nelson, la steel guitar di Paul Franklin e le chitarre di Dean Parks e dello stesso Nelson.

WN2

Un gioco di stile, che si ferma quasi sempre alla superficie magnifica della partitura musicale e all’elegante oreficeria dei fonemi, ma che quando scende in profondità regala la pensosità nostalgica di Summertime, il vertice dell’album, e la drammaticità del rimpianto di But Not For Me. Di segno opposto, l’amabilità della leggerezza del duetto con Cyndi Lauper in Let’s Call The Whole Thing Off, un classico di Fred Astaire e Ginger Rogers, e l’indolente allegrezza di I Got Rhythm.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...