Joe Ely – Panhandle Rambler (Rack’em Records, 2015)

PR

Prima delle donne e degli uomini, sono i luoghi nei quali vivono, sognano e amano, ad abitare le canzoni, 10 originali e 2 cover (da Guy Clark e Butch Hancock), di Panhandle Rambler, quattordicesimo lavoro in studio di Joe Ely, da 45 anni uno dei trovatori più ispirati dello Stato della Stella Solitaria, il Texas. E accanto ai luoghi, gli elementi naturali e gli orizzonti che come le strade, ne annullano i confini nell’infinito.

Panhandle Rambler ha tutte le caratteristiche di un ritorno a casa, enunciate sin dal titolo, che rimanda a quella striscia di Texas infilata, a nord, tra New Mexico e Oklahoma, nella quale Ely è nato, alla vita come alla musica. Ne racchiude il vento e la polvere, ne racconta, nel suo incedere raccolto e sotto traccia, la luce e il buio del suo cielo infinito. Sono, ha raccontato Ely alla testata No Depression, storie “di persone e di luoghi che vanno dalla mia adolescenza ad oggi…storie del posto che conosco meglio”.

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Ed è quello, in fondo, che Ely ha fatto da sempre, variando accenti, volumi e spettri musicali, ma rimanendo sempre all’interno di una lunga, cospicua e a tratti tortuosa, narrazione che da Lubbock, Texas, provava a restituire una immagine dell’America. Una reiterata dichiarazione di appartenenza, che lega a quei luoghi il senso di una esperienza. I sogni, i segreti e le paure di una adolescenza, che oggi divengono, in una canzone come Wonderin’ Where l’agrodolce e orgogliosa celebrazione di una vita. Alla ricerca di un verso perfetto, che “non è stato mai cantato a cuori in cerca di sollievo”.

Musicalmente, Ely accantona qui il rock and roll, con la sola eccezione della conclusiva You Saved Me, una potente love song, a favore di dimensioni sonore più sommesse, canzoni in minore ma ricche di voci strumentali, e linguaggi popolari di frontiera. Blues, country, folk, declinati nel suo personale slang texano, un patois stilistico che attraversa spesso le sponde del Rio Grande, definito oltre vent’anni fa in Letter To Laredo, uno dei suoi album chiave. E che, come allora, Ely costruisce attorno all’alternanza di chitarra flamenco, chitarra spagnola e fisarmonica, nelle mani rispettivamente di Teje, Jeff Plankenhorn e Joel Guzman, e nell’intreccio, elettrico e acustico, delle corde affidate a Kenny Vaughn, Gary Nicholson, Lloyd Maines.

Joe Ely è il Texas State Musician per il 2016. Panhandle Rambler è il disco di un maestro.

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