Tom Freund – Two Moons (Surf Road Records, 2014)

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Una dozzina di titoli, più un lontano album assieme a Ben Harper e un passato nei The Silos, segnano il profilo di Tom Freund, tra New York, Austin e Los Angeles. Tappe di un cammino personale e artistico che oggi, a 17 anni dal suo debutto solista, sembrano trovare una sintesi compiuta e consapevole in questo Two Moons.

Un lavoro dagli echi californiani, con insospettabili riferimenti non solo letterari a Randy Newman, come nell’apertura di Angel Eyes la cui ironia (Funny how when you leave L.A., you got to drive into the desert. Out of the frying pan and into the fire) conduce comunque all’elegia (Freedom and it brings the peace when I need it. Believe me when I tell you, you make it possible to do the things I do). Una California vista da un newyorkese vagabondo e disincantato, un luogo immaginario ricostruito sulla base delle esperienze vissute, il paradigma di una libertà conquistata con fatica e assaporata con riconoscenza. I’m basically hooked on this life, it’s got a lot of problems, but it treats me real right, and you don’t have to be with me, but let me fly my freak flag, let me shine my light on (da Lemme Be Who I Wanna Be).

fundays-freundSono canzoni che prediligono i colori pop del tramonto e la leggera brezza melanconica degli archi, a rivestire piccole melodie che giocano col rimpianto per l’innocenza perduta, tra lo spleen adorabile di Happy Days Lunch Box, che solo i cinquantenni possono condividere tra Fonzie e i Cunnigham, e l’affermazione di una appartenenza generazionale, sintetizzata nella citazione di Jimmy Page posta in coda ad una tempestosa e romantica Grooves Out Of My Heart. E che, attraverso ritratti di personaggi emblematicamente marginali, come il Weekend Guy che preferisce dare i suoi party il mercoledì, o il protagonista di Same Old Shit Different Way, celebra le piccole follie che ci redimono dalla condanna al quotidiano.

Ma non è solo la qualità letteraria a fare di questo Two Moons il lavoro ad oggi più denso e consistente di Tom Freund. Arrangiamenti strumentali e vocali, ricchezza di sonorità e varietà di soluzioni melodiche ne fanno un album di raffinato cantautorato pop, in rigenerata continuità con la tradizione west coast. Roba da grandi, insomma.

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