Lance Canales – The Blessing And The Curse (Music Road Records, 2015)

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E’ un album pieno di spettri questo The Blessing And The Curse, sospeso sin dal titolo tra inferno e paradiso, entrambi vissuti e cantati nello e dallo stesso luogo, la vasta Central Valley che occupa il cuore della California. Lì, nella ristretta dimensione di un ambiente rurale, Canales ha vissuto una adolescenza da domatore di cavalli selvaggi.

Sono i fantasmi musicali di un folk blues tribale dalla cadenza ossessiva e spigolosa, resa ancor più sporca e maleducata dal canto istintivo di Canales, aggrappato ad una vocalità aspra e profonda, e quelli di carne e sangue dei protagonisti delle sue storie. E’ l’epica del sudore e della fatica, che non conosce confini e attraversa la storia, di vite migranti consumate e buttate nel silenzio dell’indifferenza, temi vergognosamente familiari, soprattutto in questi giorni disumani, anche dal nostro lato del Mediterraneo.

lanceIl centro di The Blessing And The Curse è proprio nella evocazione, rabbiosa e dolente, di un dramma che l’America ha voluto dimenticare per anni, nel completamento di una poesia di Woody Guthrie, Plane Wreck At Los Gatos, poi musicata da Martin Hoffman in The Deportee Song.

A quella poesia, dedicata alle vittime di un incidente aereo avvenuto nel 1948 a Los Gatos Canyon, mancavano i nomi di 28 delle 32 vittime, 28 braccianti messicani identificati e sepolti come deportati, deportee. Quei nomi furono recuperati solo decenni più tardi, nel 2010, da uno scrittore messicano Tim Z.Hernandez, la voce narrante della Deportee di Canales, che tre anni più tardi completò così il testo di Guthrie. Quella canzone, oggi al centro dell’album, ha valso a Canales l’applauso di Nora Guthrie e un ticket per l’etichetta di Jimmy LaFave, che partecipa in prima persona, voce e chitarra, in alcune tracce e, soprattutto, produce con sensibilità, ampliando il suono scarno e ruvido del trio di Canales, con le voci di Eliza Gilkyson e Joel Rafael, e le chitarre di Mike Hardwick e Ray Bonneville.

E’ musica popolare antica come il mondo, come le storie che racconta. Come i fantasmi di Los Gatos e dei braccianti che hanno trasformato la Central Valley in una delle aree più fertili del pianeta. E’ folk in progress, proprio quello caro a Seeger e a Guthrie.

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