Elvis Presley – Today: 40th Anniversary Legacy Edition (Sony Legacy, 2015)

43 - album

Puntuale, alle 9 di sera del 10 marzo 1975, dopo oltre un anno di assenza da una sala di incisione, accompagnato da Liza Marie e dalla sua compagna non ufficiale di quei giorni, Sheila Ryan, il Re arriva agli studi della RCA, al 6363 di Sunset Boulevard, Los Angeles. Quello che i fan occhieggiano da lontano, dietro ai vetri della limousine, è un Elvis in caduta libera, malato nel corpo e nella psiche, reduce da un nuovo ricovero ospedaliero che nascondeva l’ennesimo tentativo di disintossicazione da farmaci e droghe.

Gli basta poco tuttavia, novanta secondi, per centrare al secondo take il primo dei dieci master che, in tre notti di session, le sue ultime in uno studio convenzionale, consegnerà alla RCA. Una mezz’oretta di musica, appena sufficiente ad assolvere agli obblighi contrattuali. Il brano è Fairytale, scritta dalle Pointer Sisters, il primo di una scaletta messa assieme con superficialità da parte del produttore Felton Jarvis, tra successi country, anche recenti, e un paio di nuove canzoni.

Un repertorio che Elvis affronta con l’abituale professionalità, ma che raramente sembra accendere le sue emozioni. Quando accade, tuttavia, come nella dolente rilettura di un vecchio brano country di Tom Jones, Green, Green Grass Of Home, nella altrettanto tormentata resa di Pieces Of My Life, di Troy Seals, nella love ballad And I Love You So di Don McLean, due anni prima un hit per Perry Como, o nel country’n’roll ancora inedito di T-R-O-U-B-L-E di Jerry Chesnut, le sue interpretazioni riescono a trasformare in vere canzoni dei semplici esercizi di stile. In questi brani, in particolare nei primi tre, emergono emozioni potenti e confuse, lo specchio candido della profondità di un tormento intimo tanto incontrollabile quanto inconsapevole.

Today, pubblicato per la prima volta 40 anni fa a poco più di un mese e mezzo dalle session, poi successivamente rimaneggiate con l’aggiunta di violini, cori, chitarre e la completa sostituzione delle parti di basso, rimane tuttavia un album frettoloso. Nella tempistica, con le session strizzate tra i tempi di post ricovero di Elvis ed un nuovo ingaggio a Las Vegas a partire dal 18 marzo, nella scelta del repertorio alla caccia di instant hit come la sciocchina I Can Help che il suo autore, Billy Swan, aveva appena portato in classifica, nella ordinarietà poco più che calligrafica delle parti strumentali, nella post produzione, affannata e confusa.

I singoli T-R-O-U-B-L-E e Green, Green Grass Of Home raggiunsero i Top 40, rispettivamente negli States il primo e nel Regno Unito il secondo, ma è riduttivo  avvicinarsi oggi a Today attraverso le semplici categorie dell’entertainment, cui comunque il disco appartiene.

Riascoltate oggi, a 38 anni da quel 16 agosto 1977 e da tutte le verità che sono state poi ricostruite, queste 10 tracce, soprattutto nelle versioni prive delle sovra incisioni qui pubblicate ufficialmente per la prima volta, rivelano, sia negli echi della grandezza di un tempo che nel mestiere svogliato di un presente confuso, un Re sempre più nudo, sempre più indifeso da sé stesso.

Nei 2 CD di questa edizione, accanto alla doppia versione dell’album, quella pubblicata e quella inedita senza sovra incisioni, anche una raccolta di registrazioni dal vivo, tratte da concerti tra maggio e giugno 1975, già ricomprese nel box Elvis Aron Presley.

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