Lo streaming, il peggiore mezzo di riproduzione della musica

Neil-Young

“Streaming has ended for me”.
L’annuncio è di due settimane fa, il tempo necessario per realizzare la prima vera ribellione all’egemonia della tecnocrazia digitale da parte di un musicista. Spazzare via, da tutte le piattaforme digitali di streaming, tutto il suo catalogo o, almeno, tutti i titoli da lui direttamente controllati.

E quando il musicista è uno che si chiama Neil Young, la rivolta diventa una cosa seria.

“Non è per soldi” scriveva il canadese nella sua pagina Facebook, “ma per la qualità della musica…la peggiore nella storia della messa in onda o di qualsiasi altra forma di distribuzione”.

Come dargli torto….

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