Paul Williams – A Little On The Windy Side (Real Gone, 2015)

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Quando nel 1979 la Portrait pubblicava questo A Little On The Windy Side, Paul Williams, oggi presidente dell’ASCAP, era all’apice di una carriera non comune, per esiti e multidisciplinarietà. Attore cinematografico (ricordate Swan, nel Fantasma del Palcoscenico di Brian De Palma?), produttore di colonne sonore e autore pop di successo, Williams era ospite fisso dello show di Johnny Carson e un volto ricorrente nelle sit com più seguite d’America. Oscar, Grammy, Golden Globe, sono una ventina le nomination guadagnate in soli sei anni, a partire dal 1973, quattro delle quali premiate con le colonne sonore di A Star Is Born e The Muppet Movie.

A Little On The Windy Side, tuttavia, venne dimenticato in fretta, come la Portrait che fallirà di lì a breve e lo stesso Paul Williams, per oltre un decennio inghiottito dai suoi demoni, diventando così il suo ultimo lavoro per quasi vent’anni. Un destino allora non immaginabile che colora di un’aura dolciastra di premonizione, il fascino di una libido moriendi, l’ascolto oggi di questa prima ristampa americana in CD.

Registrato a Nashville sotto la guida del fratello Mentor Williams, autore in gioventù della fortunata Drift Away, l’album è comunque un buon compendio delle qualità distintive di Williams, un dischetto facile facile dalle sonorità accuratamente levigate e dai testi che sospingono promesse buoniste. Un pastiche pop che incorpora con leggerezza elementi dal songbook americano riattualizzandoli con il mainstream di allora, come nell’apertura di Moonlight Becomes You che parte da Bing Crosby per arrivare alla disco music, o che, con una operazione tutta al contrario, dalla melodia country di Here’s Another Fine Mess, sette anni prima un minor hit per Glen Campbell, ricava un brano pop adulto. Una omogeinizzazione stilistica che ingloba anche la tradizione, come nel quasi gospel When The River Meets The Sea, una delle quattro tracce aggiunte di questa ristampa.

Rassicurante popster mainstream e soprattutto abile manipolatore di stili, qualità ribadite anche lo scorso anno nella collaborazione da Grammy con i Daft Punk, in A Little On The Windy Side Williams scivola con l’eleganza di un crooner su ballatone romantiche, lievi ballabili disco e brani pop barocchi, rimanendone tuttavia sempre sulla superficie. E’ un mondo che vuole sembrare perfetto, ritratto giusto un attimo prima della sua disintegrazione.

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