Jack Tempchin – Room To Run (Blue Elan Records, 2015)

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Quando una canzone ti cambia la vita. Jack Tempchin era un giovane freak snobbato dalle bariste dei bar di Los Angeles, che dormiva, in quei giorni d’inizio del 1972, sul divano di casa di Jackson Browne. Lì passava gran parte del tempo anche un suo vecchio amico di San Diego, Glenn Frey, che da una settimana provava con una nuova band. Tempo pochi mesi e quel gruppo, gli Eagles, saranno in classifica con Peaceful Easy Feeling, che proprio Tempchin aveva suonato all’amico sul pianoforte di casa Browne.

E’ l’annuncio di un destino dorato per Tempchin, che da allora scriverà altri successi per gli Eagles, per Glenn Frey e tanti altri, come Already Gone (Eagles), Slow Dancing (Johnny Rivers), You Belong To The City (Frey), ritagliandosi così il confortevole ruolo dell’oscuro hit maker a discapito, tuttavia, di una sommessa carriera discografica.

Tempchin

Tanto sommessa che questo Room To Run, in realtà un EP di 4 brani, è il suo primo lavoro (nono titolo in totale) licenziato da una etichetta discografica dal 1978, quando debuttò con Jack Tempchin su Arista. E’, tuttavia, solo un hors d’oeuvre di un album vero e proprio, Learning To Dance, annunciato a breve, quattro tracce escluse da quel lavoro perché tematicamente non consonanti. Quattro tracce che ci restituiscono un songwriter della vecchia scuola californiana, quella del Troubadour, la cui scrittura ha beneficiato dei vantaggi dell’età, acquisendo profondità espressive e serenità di visione.

Canzoni stilisticamente diverse tra loro, due delle quali, la title track e la successiva Jesus And Mohammed, anticipano quella che forse è una piccola diversione di rotta nelle strategie sonore di Tempchin. Una ricca stratificazione di timbri e colori, con prevalenza di plettri e tastiere aeree, una versione attualizzata delle levigature californiane di fine anni Settanta. Gli altri due brani giocano, rispettivamente, nel backyard dylaniano (The High Cost Of Hate, dove il tema a dispetto del titolo sta tutto nella sfera privata di coppia) e nel rag blues (Summertime Bum, pacioso inno all’estate che sta per arrivare).

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2 risposte a “Jack Tempchin – Room To Run (Blue Elan Records, 2015)

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