Quando eravamo desperados. Il mancato ritorno di David Wiffen

David Wiffen -Coast to Coast Fever(1973) cd cover

Avvenuta per caso, la pubblicazione di Songs From The Lost And Found ha riacceso l’interesse, non solo dei fan, su David Wiffen, figura il cui culto è alimentato, in parti eguali, da ciò che ha lasciato nel corso della sua breve e discontinua carriera discografica e da ciò che, invece, è andato perduto. Lost, appunto, almeno sino a questo album uscito un po’ in sordina dalla canadese True North, che riporta alla luce materiale inedito che copre quasi trent’anni.

Al culto di questo beautiful loser ha contribuito, non marginalmente, anche il silenzio nel quale si è rifugiato ogni volta, e sono state diverse, che ha abbandonato la musica. Il suo ultimo addio l’ha celebrato quindici anni fa, all’indomani di South Of Somewhere un tentativo di rientro riuscito, tuttavia, solo a metà.

Oggi, a 72 anni, David Wiffen vive una vita normale e schiva nella sua casa di Ottawa, risolve cruciverba e intaglia piccoli oggetti in legno. E tiene a freno i propri ricordi, soprattutto quelli che hanno a che fare con i suoi anni selvaggi nel rock biz. Ci ho provato comunque e quello che mi ha raccontato lo trovate sul numero 121 di Late For The Sky.

LFTS 121

Ciò che segue è un breve estratto dall’intervista, che rivela più di quanto Wiffen non dica.

Cercando in Rete, ho trovato una tua intervista del 1999 alla rivista No Depression. Viene citata questa tua affermazione: “Ho bevuto molto alcol ai miei tempi. Chi scriveva quelle canzoni allora, era un personaggio…tipo Richard Burton, Peter O’Toole, tutti quei ragazzi cattivi. Ci credevo e credevo nelIo spassarmela. Eravamo desperados”. Se questa citazione è corretta, come vedi oggi quei tuoi giorni da fuorilegge? Spassarsela era, allora, l’essenza del rock and roll ….
Adoravo sia Peter O’Toole che Richard Burton e quello stile di vita era certamente attraente. Non mi pento di quei giorni. Ci divertivamo. Avevamo talento. L’atmosfera era piena di vibrazioni. L’arroganza della giovinezza, credo.

Lost And Found contiene anche canzoni registrate nei primi anni Ottanta. Non hai lasciato la musica, allora, almeno sino a quei giorni. Avevi continuato anche ad esibirti dal vivo?
Sì, ho continuato ad esibirmi, scrivere canzone e registrare. Ero sposato e avevo un figlio da mantenere, e avevo bisogno perciò di un lavoro continuativo. Non sempre la musica riesce a pagarti le bollette. All’inizio degli anni Ottanta mi presi una lunga vacanza dalla musica per una serie di lavori regolari. Alcuni di questi erano articolati su turni, e alla fine non mi restava tempo per continuare a scrivere nuove canzoni. Alla fine degli Ottanta tuttavia, sono tornato alla musica. Ho registrato South Of Somewhere, scritto qualche nuova canzone, ho ripreso a suonare dal vivo e ho condotto, per circa un anno e mezzo, una serata di open mike in uno dei club qui nella mia città. Tutto questo fino al mio ritiro definitivo, agli inizi del 2000.

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