The High Line Riders – Bumping Into Nothing (Blue Rose, 2015)

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L’ultima volta di Ed Pettersen and The High Line Riders era il 1997. Quell’album, Somewhere South Of Here (oggi ristampato con nuova masterizzazione e tre brani aggiunti) segnalava l’arrivo di un nuovo autore nell’allora promettentemente affollato formato Americana, di un roots rocker che mischiava lo slang proletario del New Jersey con le ballate dell’oltre frontiera Mason-Dixon.

Oggi sono semplicemente The High Line Riders, con Pettersen nel gruppo dei cinque componenti, ma è un passo indietro solo formale. Responsabilità di front man e scrittura, quest’ultima condivisa con gli ospiti Henning Kvitnes (in due occasioni) e Freddy Holm, sono ancora tutte sue. E il tempo, i diciotto anni trascorsi a fare altro (folk, jazz, noise, operetta), è stato dalla parte di Pettersen.

Bumping Into Nothing ci consegna, infatti, uno scrittore con un ampio spettro di invenzioni narrative, un gusto impeccabile nella costruzione di melodie che non si fermano alla superficie, un produttore versatile e sensibile. Non è, tuttavia, un album di un solista con una backing band. Arrangiamenti, ritmiche, interplay di chitarre, tutto concorre alla costruzione di un suono e di un groove da collettivo, da rock band solida e rodata con qualche freccia nell’arco dell’imprevedibilità.

E se le coordinate stilistiche sono quelle codificate dell’american rock di gusto Seventies, alcune deviazioni di rotta svelano l’effettivo potenziale del gruppo. Come accade nel tributo Jason Molina’s Blues, il brano più convincente, un quasi recitato che galleggia su spirali asimmetriche di chitarre elettriche, nel quasi hard rock di Janie, o nelle soluzioni più convenzionali, ma non meno efficaci di Cold Comfort, ballata a due voci con Knitves, nell’apertura di Every Time It Rains, con un cameo vocale di Freddy Johnston, nel piccolo compendio di american rock in 4 minuti di Small Town In My Mind, negli echi western di Holding Pattern.

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Una risposta a “The High Line Riders – Bumping Into Nothing (Blue Rose, 2015)

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