Musica per pensionati

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Immaginate di essere, da mezzo secolo, il più autorevole songwriter d’America, quindi del mondo occidentale, la cui opera ha travalicato il confine tra canzone e poesia al punto che in tanti vorrebbero vi fosse assegnato il Nobel per la letteratura. Avete 73 anni e siete sul punto di pubblicare un nuovo lavoro nel quale vi misurate con standard della canzone americana. Sono passati tre anni dal precedente album e da allora non avete concesso interviste e la vostra discografica non ha, con voi, problemi di budget. Che fate, allora, per promuovere l’imminente pubblicazione della vostra nuova opera? Una grande campagna multimediale? Una serie mirata e ben cadenzata di interviste ai principali media e quotidiani d’America? Un release party da fare invidia alla notte degli Oscar?

Mentre ci pensate, vi dirò che cosa ha scelto, invece, Bob Dylan per lanciare Shadows In The Night, in uscita, come tutti sanno, il 3 febbraio. His Bobness ha concesso una intervista, una sola in esclusiva, ad un mensile americano non specializzato in musica o entertainment. La testata scelta per questa rara opportunità è l’AARP, testata ufficiale dell’American Association Retired Person, insomma la rivista dei pensionati americani, forte tuttavia di 35 milioni di lettori. “A molti dei vostri lettori” ha dichiarato Dylan “piacerà questo disco. Se fosse per me, ve lo regalerei così che poteste darlo ad ognuno di loro”.

Una magnifica operazione di comunicazione che, come sempre quando Dylan ne è il protagonista, si presta ad essere scartata come un biscottino cinese, alla ricerca di significati altri, o solo per il gusto di farlo. Qui ci piace pensare che si diverta a giocare con la condanna di eterna giovinezza imposta dal rock biz ai suoi protagonisti. Di certo non nasconde la propria età e, scegliendo di cantare canzoni che ne celebrano ricchezze e consapevolezze acquisite, scritte per un pubblico che ora non c’è più, si rivolge in prima istanza a chi è come lui, a chi lo ha seguito in quest’ultimo mezzo secolo, dai club del Greenwich alle 100 date annuali del suo Never Ending Tour.

Come sarà Shadows In The Night lo sapremo presto. Per ora possiamo dire, senza timore di essere smentiti dal suo autore, che è musica per pensionati.

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